Come aiutare mio figlio in matematica

Come aiutare mio figlio in matematicaQuesto è un ottimo proposito da genitore! Se hai cercato come aiutare mio figlio in matematica, significa che tieni al bene di tuo figlio e in particolare alla sua istruzione.

Se ti sembra ovvio e naturale o pensi che “è il minimo da fare”… Beh io non lo darei così per scontato.

Sì, perché molti genitori purtroppo lasciano trascorrere gli anni di scuola senza intervenire anche se sanno bene che il figlio va male in matematica. O al massimo si fermano alle classiche soluzioni di aiutare il proprio figlio a casa o con un doposcuola e, anche se vedono chiaramente che non arrivano miglioramenti concreti, non cercano altro.

Cercare una soluzione su internetTu invece hai appena aperto una pagina su internet proprio alla ricerca di una soluzione che funzioni veramente. Questo fa di te un genitore che non si arrende facilmente dal voler aiutare suo figlio in matematica, anch’io sono così 🙂

Bene, le strade da percorrere sono due contemporaneamente.

Una è da mettere davanti a tuo figlio e sarà lui a camminarci: naturalmente è il recupero degli argomenti arretrati, delle cosiddette basi e soprattutto del loro senso.

L’altra (e qui sto per spiazzarti per quant’è bella) la farete insieme e si chiama ascolto. È sicuramente la più appassionante per un genitore che ama suo figlio, ma andiamo con ordine: vediamo prima com’è fatta quella del recupero delle basi.

Come aiutare mio figlio in matematica, strada 1) Recuperare le basi

D’accordo, sarò molto breve su questo 😀 perché è fin troppo ovvio! E poi non vediamo l’ora di passare alla strada dell’ascolto! 🙂

Quali sono esattamente le basi da recuperare?

Qui sotto c’è l’elenco essenziale.

Considera soprattutto che, per ogni singolo argomento, è importantissimo per tuo figlio capirne bene il senso, il significato più basico. Una volta capito il vero senso di un argomento, allora sì che tuo figlio può padroneggiarlo davvero, allora sì che il ragionamento e i pensieri gli possono sgorgare limpidi nella sua mente per riuscire finalmente nelle verifiche.

Dunque ecco le basi che sono sempre da recuperare e rinforzare:

  1. il vero senso delle quattro operazioni (soprattutto della sottrazione)
  2. frazioni
  3. percentuali
  4. proporzioni
  5. potenze

Il «come aiutare mio figlio in matematica» dipende fortemente dal fargli arrivare il senso delle cose.

Se vuoi approfondire sulla mancanza delle basi, c’è il post incentrato proprio sulle lacune in matematica (clicca qui per aprirlo).

Come si recuperano?

Basta semplicemente tornare sugli argomenti, dando una spiegazione questa volta:

  • nuova,
  • diretta,
  • semplice e immediata da capire,

…sicuramente migliore delle spiegazioni che finora non sono state capite. È ovvio ma è anche raro da trovare 🙁

Torna utilissimo fare leva anche sull’infarinatura (magari anche grossolana) che comunque c’è, visto che tuo figlio ha già ascoltato tante lezioni di matematica in 5 anni di elementari più qualcuno delle medie (dipende da che anno sta frequentando).

Chi può aiutarmi in questo?

Aiutare a recuperareQuante volte hai provato ad aiutare direttamente tuo figlio a casa? Che esperienza! Non so tu, ma io nei primi anni in cui volevo aiutare mia figlia in matematica finivo quasi sempre per litigarci, perché sbagliavo totalmente l’approccio.

Il mio errore fondamentale era uno: avevo poca pazienza nello spiegare, mi sentivo interrotto e contrariato ogni volta che lei mi fermava per dirmi la sua. 😕 Non consideravo il suo punto di vista perché ancora non avevo scoperto la strada n. 2, quella dell’ascolto.

Questo è il motivo principale per cui, per un periodo, mi arresi e mia figlia fu seguita in matematica dai doposcuola.

Altri motivi per cui i genitori si rivolgono a un insegnante privato sono la mancanza di tempo, oppure perché si riconosce che la matematica è effettivamente la materia più difficile da far capire, da spiegare.

SemaforoInfatti non basta che una persona sia preparata in matematica: deve anche saperla spiegare semplificandola. Quest’ultima dote è purtroppo un talento raro e anche tu, come me, l’avrai sperimentato nei lontani tempi in cui andavamo a scuola. Ti ricordi che diversi professori, con diverse capacità, facevano la differenza su di noi, nel bene e nel male?

Il fatto che questa materia è la più difficile da spiegare è la prima delle 7 cause di voti bassi e ansia, identificate una ad una nella guida per genitori.

Come aiutare mio figlio in matematica, strada 2) L’ascolto e la comprensione

Finalmente siamo arrivati a questa strada del «come aiutare mio figlio in matematica». Si tratta di ascoltare di più tuo figlio. È entusiasmante perché, quando inizi a farlo e senti che funziona, ti chiedi “Perché non l’ho fatto prima?”

Ma non preoccuparti, meglio tardi che mai. 🙂

Come ascoltare bene un figlio

Mano sull'e orecchio teso all'ascoltoQui trovi “solamente” 🙂 la mia esperienza personale con tante riflessioni e letture, il riconoscimento degli sbagli… insomma il duro impegno e le ottime intenzioni di genitore 😀

Pronti? …Via!

…Quando siete vicini e tuo figlio inizia a parlarti, frena quel nostro vizio di interrompere e di correggere continuamente. Sforzati di credere di più nella sua buona fede e nel suo impegno, che non è tanto di “ubbidirti”, ma di accontentarti per… sentirsi voluto bene.

Aspetta pazientemente il tuo turno, ascoltando tutto. Quando tocca a te, parla lentamente, per trasmettergli la tua sicurezza.

Digli il nome dell’emozione che pensi stia provando in quel momento.

Sei il suo adulto-guida Numero 1 e, se ti sente dire le emozioni che prova, percepisce tutta la tua comprensione.

Prima di addentrarti nell’ascolto sulla matematica, prova a rompere il ghiaccio parlando anche di altro: i suoi amici, i giochi, l’amichetto o l’amichetta… Prova a chiedergli:

«Chi è chi ti fa divertire di più?»

«Ti blocchi quando è una situazione nuova? O invece riesci a improvvisare e te la cavi in qualche modo?»

«Provi timidezza?»

«Ti senti in difficoltà?»

«Ti piacciono gli amici che hai?»

…e così via… Nelle sue parole, scova queste (e altre) sue emozioni e poi digliele col loro nome.

L’ascolto in matematica

Veniamo alla matematica,  la materia più difficile anche per parlarne con i figli.

Innanzitutto prova ad eliminare quei soliti «Com’è andata stamattina?» e simili. Perlomeno non devono essere più il “ritornello quotidiano” 😉

Ecco invece degli ottimi agganci:

«Come vi sentite trattati tu e i tuoi amici durante le ore di matematica?»

«Secondo te, il fatto di non capire questa materia c’entra col fatto che non ti è chiaro qualcosa di più vecchio? Tipo qualcosa delle elementari?»

«Ti sembra colpa tua?»

«La paura per i voti ti impedisce di concentrarti sui compiti o nelle verifiche?»

(Con l’ironia che i ragazzi adorano:) «Quanto ti secca doverne parlare con me?» 😉 😆

«Questa cosa ti fa sentire vergogna in classe, davanti ai tuoi compagni?»

«Che cosa senti quando ti succede questa cosa all’interrogazione? E durante i compiti per casa? Ti senti insicuro?»

«Mica ti senti in colpa per me? Lo sai che ti voglio bene lo stesso?»

…continua tu! 😀 Le parole che userai avranno il potere “magico” di fargli capire che lo hai ascoltato appieno e che gli stai veramente dando la tua comprensione.

E ti si scioglieranno diversi nodi in gola, te lo assicuro 😀

Anche questo risponde al «come aiutare mio figlio in matematica». Ed è molto, molto bello per il rapporto 🙂

Come avrai notato, sono tutte domande. Con le domande gli dimostri il tuo sincero interesse, lo fai aprire.

Sulla matematica puoi alleviargli sensi di colpa per gli insuccessi che in realtà sono per colpe non sue, come puoi vedere nella guida con le 7 vere cause.

Quando è meglio parlare con tuo figlio?

Cerca di dialogare con lui in un tempo esclusivo, quando non stai facendo altro.

Bambina, dialogo padre e figliaE dai almeno l’impressione di non avere neanche limiti di tempo, in quei minuti. Ad esempio non è il massimo mentre guidi e lo stai accompagnando da qualche parte oppure durante altre faccende; è molto meglio per esempio la sera, a fine giornata mentre magari è nel letto.

Non ti arrabbiare se in quel momento ha il cellulare in mano e non toglierglielo: lo farebbe solo arrabbiare e sentire punito.

Smartphone, telefono in manoPer avere la meglio sullo smartphone, dimostragli che ti interessa tutto ciò che prova, meritati la sua attenzione e nemmeno il cellulare vi ostacolerà. Inizia con il chiedergli una curiosità su una App o un gioco che usa, o che usi tu.

Quando alza gli occhi dal display per ascoltarti guardandoti, allora è fatta. A quel punto sta a te dirigere con delicatezza la conversazione, rimpiazzando nella conversazione il cellulare con gli argomenti che toccano le sue emozioni.

Ancora una volta, usa le domande giuste per farlo. Interpreta il ruolo di confidente di tuo figlio e lo sarai per davvero.

Resisti e ricorda che stai pur sempre risolvendo il «come aiutare mio figlio in matematica» 😉

Con la comprensione e l’ascolto, ti percepirà molto di più come suo alleato.

Ogni volta che dedichi quel tempo a tuo figlio, complimentati con te stessa / te stesso, perché avrai fatto bene e avrai voglia di continuare sempre così. 😉

Invece, quando è meglio non parlare?

Il momento di parlare il meno possibile è quando siamo di fretta, nervosi o comunque distratti per dedicare del tempo di qualità a nostro figlio… In quei momenti, o ti fermi e ti dedichi per bene a tuo figlio, oppure trattieniti dalle prediche e dalle solite domande a cantilena. 😯

Sassi colorati messi in equilibrioSul serio, rovineresti buona parte del dialogo ricostruito fino a quel momento. Se in quel momento hai una frase che ti “prude” in testa, prima di dirgliela immagina in anticipo la sua reazione: che piega prenderà la conversazione? È una previsione semplice e veloce da fare per correggere il tiro… o al massimo per tacere in tempo. 🙄

Sì, il dialogo con i figli è un equilibrio delicato: per recuperarlo non ci vuole un master in diplomazia internazionale 😆 come abbiamo visto, ma per rovinarlo ci vuole ancora meno, purtroppo. 😳

Perciò, difendi il tuo rapporto con tuo figlio dal resto del mondo che ti mette fretta e ti stressa.

mio figlio non mi ascolta cosa devo fareSulla matematica e sull’ascolto ti consiglio anche il post “Mio figlio non mi ascolta”, in cui trovi il vero significato di certe “solite frasi” che troppo spesso classifichiamo come “scuse per non fare il proprio dovere”: «La matematica è troppo difficile» «Il professore mi odia», «La lezione è noiosa». Ti potrà essere prezioso, perché la fretta troppo spesso ci fa commettere ingiustizie verso i nostri figli, come il non capire a fondo cosa ci dicono con quelle parole.

Alla fine di questo post voglio ringraziare mia figlia, la persona da cui ho imparato di più la matematica nel “formato” giusto per i nostri figli.

In fondo questo sito, dedicato a noi genitori e ai nostri figli, mi è stato ispirato da lei, compresa la pagina più speciale, quella con le 7 vere cause dei voti bassi e dell’ansia in matematica. Te la consiglio vivamente, clicca qui per aprirla.

A presto!

P.S. Spero con il cuore che questo post sul «come aiutare mio figlio in matematica» ti sia piaciuto. Per me è emozionante descrivere le emozioni, soprattutto quelle con i nostri figli.

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