Mio figlio non mi ascolta. Cosa devo fare?

mio figlio non mi ascolta cosa devo farePrima o poi, questa fase della crescita doveva arrivare anche per te: ora tuo figlio è tra i 10 e i 14 anni, l’età in cui comincia a stargli stretto il mondo intorno… genitori compresi! E questo ti fa chiedere tante volte: «mio figlio non mi ascolta cosa devo fare?»

Da genitore ti capisco proprio perché ci sono passato.Sono sopravvissuto abbastanza bene 😀 e per superare questo difficile ostacolo di comunicazione dobbiamo fare una cosa sola: metterci nei panni dei nostri ragazzi.

Sì, perché uno dei bisogni più forti dei figli è l’essere ascoltati e noi genitori abbiamo la fortuna di essere le persone da cui si aspettano il maggiore ascolto al mondo.

E questa è anche una bella responsabilità.

Un’altra? 🙂

, perché capita a tutti di non prestare l’ascolto giusto ad alcune frasi che i figli ci dicono, anche a chiare lettere. Abbiamo sempre una fretta alle calcagna e liquidiamo quelle “solite” frasi come “scuse” per non fare i compiti, per non studiare, per non fare il proprio dovere.

Mio figlio non mi ascolta cosa devo fare - Ragazzo ribelleCerto, tuo figlio può sempre metterci un po’ di furbizia e di sana ribellione. Ma se ti sforzi di ricordare come eri anche tu alla sua età, non puoi negare che da ragazzini eravamo tutti un po’ egoisti e arrabbiati con il mondo 🙂

Perciò non dovremmo meravigliarci quando un figlio pensa a sé stesso: è naturale a quell’età.

Le verità che ti sfuggono

Adolescente, sguardoAllora, almeno per questo post, concentrati sulla buona fede di tuo figlio e sulla sincerità di queste frasi, che sono raccolte qui sotto con il vero significato che tentano di comunicarci.

Un ottimo inizio per ascoltare di più tuo figlio sono le frasi di angoscia per la matematica. Se tuo figlio va male in matematica, sarà molto prezioso per entrambi prenderle finalmente sul serio.

Sono scritte in prima persona, proprio come se adesso fosse tuo figlio o tua figlia a parlarti. 😉


Fumetto arancione«La matematica è troppo difficile»

«In tanti anni che vado a scuola, non ho trovato nessuno fino a oggi capace di farla semplice e comprensibile. Altrimenti ci avrei sicuramente capito di più. 🙂

E invece usano sempre un modo contorto di insegnarla, che rende la matematica troppo difficile da comprendere.

E mica solo per me è così, mica sono uno stupido. Segnali con punti esclamativiÈ troppo difficile per tutti i miei amici, e di sicuro non siamo tutti stupidi.

Voglio solo dirti che così non mi è possibile capirla e mi serve un aiuto, che sia migliore di un doposcuola in fotocopia dell’incomprensibile professore.

Credimi, io vorrei anche capirla per prendere voti buoni come ti aspetti da me, ma in questa condizione davvero non so come riuscirci.»


Fumetto arancione«Il professore mi odia»

«Il mio professore di matematica deve essersi fatto qualche idea esagerata su di me, del tipo che io sono una sfaticato, chiacchiero sempre o faccio casino in classe.

Col fatto che non riesco mai nella sua materia, lui trova pure una specie di riconferma di quello che pensa, purtroppo.

Per questo non mi sopporta. Quando mi interroga mi tratta come una seccatura e, appena faccio un errore, invece di aiutarmi mi incalza, spesso mi fa provare vergogna e umiliazione davanti a tutta la classe.

In fondo, conosco bene il motivo esatto per cui mi odia.

Professoressa arrabbiataOdia me e anche altri miei amici che andiamo male in mate, perché siamo la dimostrazione quotidiana del suo fallimento personale come insegnante.

Ma non è stato solo lui, il nostro professore di adesso, ad aver fallito nell’insegnare. La verità è che in così tanti anni che vado a scuola nessuno me l’ha fatta capire, questa matematica.

E intanto il professore di adesso se la prende con me per questo.

E questo suo odio, insieme al suo pregiudizio, non aiuta mica! Anzi mi affossa e mi scoraggia dal poterci mai riuscire. Mi porta a odiare anch’io il professore e la matematica. Mi fa arrendere in questa materia. Mi porta a peggiorare sempre di più.»


Fumetto arancione«La lezione è noiosa, non riesco a seguirla»

«Vedi, il fatto è questo. A matematica ci sono troppe parole di cui non so il significato nemmeno alla lontana, perché nessuno me l’ha mai spiegato.

Tutti le chiamano “lacune in matematica“, comunque sono parole che sbucano fuori in continuazione e mi fanno perdere il filo, anche se magari all’inizio dell’ora avevo tutte le intenzioni per ascoltare e capire.

Ma a quel punto non riesco più a riagganciarmi alla lezione, e allora mi viene naturale mettermi a pensare ad altre cose, mentre il professore continua a parlare e scrivere per i fatti suoi.

Una persona che parla ma non si fa capirePer forza che mi distraggo… 🙁 Guarda, è come ascoltare una persona che ti parla in una lingua straniera. O un avvocato. Tu sei mai stato costretto ad ascoltare un avvocato per un’ora di seguito? O addirittura due ore? Ecco, la lezione di matematica è così, per me.

Però io e tutti i miei amici usiamo la tecnica degli “occhi sbarrati” per non farcene accorgere dal professore. 😯 Mentre lui parla e spiega, noi teniamo lo sguardo fisso nella sua direzione, con gli occhi bene aperti per farci credere attenti e all’ascolto.

Ma intanto pensiamo a tante altre cose… 😳 Tu come faresti a sopravvivere a ore e ore con un avvocato? Se hai un’idea migliore… 🙂 »


Un’altra cosa che non hanno (ancora) pensato di dirci

Fumetto rosa del pensieroVisto che ci siamo messi all’ascolto, c’è anche qualcos’altro che i nostri figli aggiungerebbero volentieri.

È una cosa che non ci dicono sulla scuola, perché forse è troppo profonda per essere compresa bene, anche da loro stessi. Ed è questa:

i nostri figli vanno a scuola e ci mettono il loro impegno perché sanno bene che noi genitori ce lo aspettiamo da loro.

Se ci pensi bene, questa è la ragione fondamentale per cui i nostri figli vanno a scuola e studiano, cercando comunque di fare anche la matematica.

Non è poco. Anzi, dovremmo apprezzarlo molto di più. È un gesto di fiducia immensa dei figli verso noi genitori e dobbiamo riconoscerlo, in cuor nostro.

Ragazza pensierosaNonostante le difficoltà e l’ansia che la matematica gli mette davanti, loro continuano a provare ad accontentarci, solo perché ci vogliono bene.

E sulla matematica, per riuscire ad aiutare veramente tuo figlio che va male (e ci sta anche male), il passo successivo per noi genitori è di comprendere bene tutte le cause dei voti bassi e dell’ansia. Queste cause sono 7, ben identificate in una guida per noi genitori. Per aprirla, clicca qui su questo link.

In sintesi, se ti chiedi «Mio figlio non mi ascolta cosa devo fare?» …Per essere ascoltato di più, devi dargli anche tu più ascolto.

Con le frasi (e i pensieri) qui sopra dei nostri figli sulla matematica, siamo entrati nella dimensione (emozionante) dell’ascolto per loro.

Se ne terrai conto quando tu e tuo figlio parlate, vedrai che le sue parole saranno tutta un’altra musica per te.

E non solo. Tuo figlio sentirà immediatamente di essere ascoltato meglio e si sentirà più compreso, più voluto bene. A quel punto succederà la magia che aspetti: ti ricambierà con l’attesissima stessa moneta, inizierà ad ascoltarti molto di più.

Figlio e padreIl vostro rapporto quotidiano farà un passo da gigante, anche al di fuori della scuola e della matematica.

A quel punto sarà prezioso mantenere quel rapporto, coltivando sempre il dialogo come se fosse una piantina delicata: va curata e innaffiata ogni giorno.

E i figli meritano di ricevere proprio questo tipo di cure, da parte nostra.

Sull’ascolto ti consiglio anche il post «Come aiutare mio figlio in matematica», che contiene un’altra bellissima parte dedicata all’ascolto. Clicca qui per aprirlo.

Qual’è la migliore acqua per innaffiare la nostra giovane piantina? Come rispondiamo al nostro dilemma interiore «mio figlio non mi ascolta come fare»? Semplice: continuando ad ascoltarlo.

Commento

La tua email non sarà pubblicata.

Informativa sui cookie. Per funzionare al meglio, questo sito usa i "cookie". Continuando a visitarlo, dichiari di acconsentire al loro uso secondo la policy dei cookie (clicca sul link per i dettagli).

Questo campo è obbligatorio
Immettere un indirizzo e-mail valido
Spuntare questa casella per proseguire
Selezionare un valore dall'elenco