Perché la matematica è difficile?

Ragazzino che si chiede perché la matematica è difficileQuesta domanda è un tuffo al cuore!

«Perché la matematica è difficile» è l’interrogativo che tormenta i ragazzi, fa preoccupare i genitori e che spiazzerebbe parecchi professori.

È molto significativa ma allo stesso tempo dura da rispondere.

In questo post ho raccolto la sfida 😉 e ci ho messo tutta la mia passione insieme alla razionalità che la materia richiede. Così ho raccolto i tre motivi principali per cui la matematica è difficile, e alla fine ne spremeremo il succo nell’unica risposta.

Cominciamo!

Per avvicinarci al primo motivo, passiamo per un mio “simpatico” difetto. 🙂 Quando conosco una persona, non ricordo il suo nome al primo colpo 😯 … Devo vincere l’imbarazzo 😳 e chiedere: “Perdonami, ti chiami…?”.

Ehm, e confesso che anche per ricordare la sua fisionomia devo rivederla più volte… 😕

A scuola succede qualcosa di simile quando i ragazzi incontrano un nuovo argomento di matematica. Per esempio, quando il professore presenta gli insiemi, quel primo giorno dice alla classe cosa sono. Bene.

Poi passa agli esercizi, anche a raffica. Sono importanti perché mettono in atto nei ragazzi la ripetizione, un metodo di apprendimento molto semplice ed efficace.

Argomenti di matematica spiegati troppo pocoTuttavia il professore non ripete più cosa sono gli insiemi e i ragazzi lo dimenticano presto 🙁 Proprio come succede a me con il nome e il viso di una persona incontrata soltanto una volta.

Questo accade per ogni argomento. Si ripassano e si rinforzano i meccanismi di esecuzione delle operazioni e degli esercizi, ma non si fissa il significato dell’argomento applicato. E oltre che a scuola, spesso anche nei doposcuola si tralascia l’importanza dei concetti.

Questo è il primo motivo per cui la matematica è difficile, che riassumiamo così:

1) La prima spiegazione è anche l’ultima.

Pensa invece che gran bene sarebbe per i ragazzi presentare più volte l’argomento, a ogni occasione utile, come quando altri argomenti futuri ci saranno collegati e la loro comprensione dipenderà dalla buona assimilazione dei vecchi.

Cogliere ogni opportunità per riepilogare cos’è l’argomento sfrutterebbe lapprendimento per ripetizione per consolidare anche il concetto, oltre che i suoi esercizi. Consentirebbe ai ragazzi di capirne a fondo lo scopo, fino a condividerlo e farlo proprio.

Così si coltiverebbe molto bene anche il ragionamento, che è molto più importante del meccanico svolgimento degli esercizi.

Purtroppo, però, l’apprendimento per ripetizione viene sfruttato solo nell’applicazione. Sui concetti si va troppo velocemente e così, per ogni singolo argomento, l’insegnamento viene fatto a metà.

La sottrazione è l’argomento su cui questa “dimenticanza” è più grave. Moltissimi ragazzini sanno fare la sottrazione in colonna a occhi chiusi ma, se devono impostare un problema in cui serve “la meno”, non sanno associare il significato di questa operazione alla strada verso la soluzione, perché gli è stato insegnato il “come si fa” ma si è tralasciato il “cos’è”.

Ti ho nominato la “vecchia” sottrazione non solo perché è grave, ma anche perché le nuove spiegazioni e i problemi tirano spesso in ballo gli argomenti del passato. Per esempio:

  • per spiegare le potenze si deve per forza nominare la moltiplicazione
  • per capire le frazioni è meglio conoscere bene la divisione
  • e così via…

Lacune, i pezzi mancanti. Anch'essi spiegano perché la matematica è difficileMa se gli argomenti vecchi sono stati presentati una volta sola, l’accumulo di tanti “insegnamenti a metà” rende la matematica sempre più difficile negli anni.

Bene, anzi male 😥 , ma ora andiamo al secondo motivo. È un’indicazione molto utile a noi genitori per essere più consapevoli di cosa non funziona nell’insegnamento della matematica a scuola.

2) Se non conosce lo scopo, il cervello si attiva poco

Un cervello incuriosito è molto più attivo per l'apprendimentoA parte che fa pure rima, 🙂 abbiamo detto poco fa che se un argomento venisse “ri-presentato”, cioè semplicemente riepilogato nelle giuste occasioni, darebbe modo ai ragazzi di condividerne lo scopo.

Conoscere lo scopo degli argomenti di matematica è fondamentale, per 2 motivi precisi:

  1. Se il cervello “vede” uno scopo ben identificato, sforna spontaneamente più pensieri che vanno nella direzione giusta per raggiungere il risultato richiesto.
  2. Condividere lo scopo per cui si fanno teoria ed esercizi rende le richieste del professore ragionevoli e motivate. Questo agevola notevolmente nei ragazzi l’interesse e la curiosità di sapere “dove si va a finire”.

Invece, senza la consapevolezza di uno scopo, i ragazzi procedono a tentativi casuali e poco efficienti, faticano di più e si stancano prima. Oppure si bloccano subito, senza saper come iniziare.

L’interesse e la curiosità sono gli ingredienti essenziali per generare l’apprendimento autentico. Ma senza scopo non può esserci vero interesse: l’attenzione cala e subentra la noia.

E senza renderli partecipi dello scopo dei vari argomenti di matematica, i ragazzi percepiscono questa materia come fine a sé stessa. Quante volte sentiamo i nostri figli dire “la matematica non serve a niente”?

Per far percepire ai ragazzi l’utilità delle spiegazioni e degli esercizi, si tenta continuamente con gli esempi. Peccato che…

3) Gli esempi che si fanno a scuola non gli interessano!

Gli esempi di matematica che si fanno a scuola non interessano ai ragazziQuanti esercizi iniziano con: il salumiere, il fruttivendolo, la mamma, il papà, la nonna…

Era così ai nostri tempi (20/30 anni fa) ed è così ancora oggi. Da decenni la scuola continua a far applicare la matematica su esempi che addormentano l’interesse dei ragazzi.

Ne hai la prova a portata di mano. Se chiedi a tuo figlio “Mi vai a comprare il pane e il latte”, cosa ottieni? Uno sbuffo di noia. E non solo perché si “stufa” di andare a piedi fino al negozio, ma perché i nostri figli sono in quella fase della vita in cui il cibo compare magicamente nel frigo, la frutta non piace e i dolci sono già nella dispensa.

Sforzati di capire che a quell’età non gli importa davvero nulla di negozianti, dei soldi, del resto e dello sconto! Quegli esempi sono ideati da insegnanti che pensano alla loro vita quotidiana e non ai reali interessi ragazzi. È un clamoroso errore in cui la scuola persevera un ciclo scolastico dopo l’altro. Contrariamente alle buone intenzioni del professore, quelle tracce li annoiano e li allontanano dalla matematica.

Ma allora, quali esempi si potrebbero fare per suscitare il loro interesse nell’applicazione della matematica?

Basterebbe chiederglielo! Amano gli animali, le serie TV, i personaggi del cinema e della musica, le figurine, i videogame…

Quante falcate deve compiere un gatto in piena corsa per attraversare una strada larga 11,20 metri? Considera che con ogni falcata avanza di ben 80 centimetri!

Sei d’accordo che sarebbero più stimolati così che dal salumiere?

Perché la matematica è difficile? …L’unica risposta finale

Abbiamo scavato bene nella domanda e siamo andati dritti al cuore del problema. Per riuscirci, ho usato questi 3 strumenti preziosi:

  • i ricordi da studente
  • il mio presente da genitore
  • distinguere bene la conoscenza della matematica dalla sua comunicazione.

L’ultima di queste tre armi è la più importante. È la chiave che manca agli insegnanti che invece danno per scontato che conoscere la matematica sia sufficiente a saperla insegnare.

E adesso strizziamo tutto in nell’unica risposta promessa. Riepiloghiamo i tre motivi per cui la matematica è difficile:

  1. la prima spiegazione è anche l’ultima
  2. senza scopo, il cervello si attiva poco
  3. gli esempi della scuola non interessano.

Come puoi notare, nessuna delle tre cause è una caratteristica della matematica come materia! Altrimenti queste tre frasi sarebbero state del tipo “i numeri sono troppi” o magari “le operazioni sono troppo articolate”.

Invece, tutte le tre cause riguardano il modo in cui la matematica (non) viene spiegata. Proprio per questo, la nostra risposta unica è

La matematica è difficile perché è resa difficile.

Questo è proprio uno dei motivi per cui così tanti nostri figli purtroppo vanno male in matematica. Ma allora viene spontanea un’altra domanda:

Si può rendere semplice ciò che tutti rendono difficile?

Sì che è possibile, è proprio lo scopo di questo sito sulla matematica 😉

E se hai trovato interessanti queste riflessioni sul “perché la matematica è difficile”, sicuramente ti piacerà anche la preziosa guida che, da genitore a genitore, regalo con grande piacere! Puoi riceverla premendo su questo link.

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